Le Cose di Rudy



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Quantum apocalypse (film 2010)



<i>A mio parere, un film incompreso, con un dettaglio finale che rivela una sconvolgente trama non esplicitata.</i>

Quantum Apocalypse è un film del 2010 di genere catastrofico, a basso budget, per la televisione statunitense, diretto da Justin Jones, interpretato da Rhett Giles, Stephany Jacobsen e Randy Mulkey.

Il film ha avuto recensioni negative sia da parte della critica sia da parte del pubblico: spero, con questo articolo, di evidenziarne, invece, la genialità.

Trama
Nella cittadina di Lafayette in Louisiana, il sindaco Ben Marshall vive con il fratello autistico Terry, il figlio Leo, la figlia Samantha e la seconda moglie Lynne. 

Al centro spaziale USSA di Houston si sta monitorando il passaggio di una cometa, in prossimità di Marte, tramite un Rover. 
Inaspettatamente, la traettoria della cometa subisce un inspegabile mutamento ed entra in collisione con Marte. Molti detriti vengono scagliati verso la Terra che subisce i primi notevoli danni. Gli scienziati dell'agenzia spaziale ingaggiano due cosmologi di fama, eccentrici quanto geniali, i quali individuano la causa del cambiamento di rotta della cometa: un ammasso di materia oscura si avvicina alla Terra con conseguenze apocalittiche. La forza di gravità subisce delle anomalie e il buco nello spazio-tempo minaccia di inghiottire il pianeta. 

Terry, il fratello savant del sindaco Ben, sembra avere la soluzione per salvare la Terra dalla distruzione. Convince la famiglia a farsi condurre a Houston e, superati numerosi ostacoli, comunica agli scienziati del centro spaziale i calcoli corretti per il lancio dei missili. Nelle scene finali molti perdono la vita, ma la materia oscura viene dissolta e un wormhole riporta la Terra al tempo iniziale. Questa volta la cometa non colpisce Marte e tutto va per il meglio, con la famiglia Marshall ignara dell'accaduto e felicemente riunita.

Il personaggio del savant Terry, interpretato da Rhett Giles, è intrigante, ma apparentemente implausibile. 
Possiede conoscenze cosmologiche su ciò che sta accadendo non giustificabili dal suo essere un savant; la sua prontezza nel risolvere i problemi, anticipando gli eventi, sembra esagerata; affronta l'assalitore del fratello, durante il viaggio verso Houston, con una determinazione non in linea col carattere autistico del personaggio.
Le incongruenze nella sceneggiatura trovano spiegazione in un dialogo finale che svela una trama nascosta decisamente sconvolgente.

Spoiler
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Nel finale, un dettaglio nel dialogo tra Terry e la nipotina Samantha rivela una trama non esplicitata che richiama il tema del "giorno della marmotta".

All'inizio del film si assiste a un dialogo nel quale Terry e Samantha preparano l'impasto per i pancake:

Samantha: "Perché non usi il frullatore?"
Terry: "A mano è meglio."
Samantha: "Ma non l'hai mai fatto prima d'ora!"
Terry: "Sì che l'ho fatto. Esattamente 672 volte."

Successivamente, Terry sembra avere conoscenza di eventi futuri, ma la sceneggiatura suggerisce sempre un motivo razionale riconducibile alle doti di savant di Terry.

Per esempio:

Un altro aspetto da notare è che più volte viene asserito che Terry riesce a tenere a mente tutto, poiché è privo della parte del cervello che filtra le informazioni inutili.

Nella scena finale viene riproposto, quasi uguale, il dialogo iniziale:

Samantha: "Perchè non usi il frullatore?"
Terry: "A mano è meglio."
Samantha: "Ma non l'hai mai fatto prima d'ora!"
Terry: "Sì, l'ho fatto. Esattamente 673 volte.''

Per Samantha è la prima volta, mentre per Terry è la seicentosettantatreesima, una in più rispetto alla scena iniziale; si può dedurre che la Terra fosse rimasta intrappolata in un loop temporale, percorso 672 volte; di ciascun ciclo, soltanto Terry ha serbato il ricordo, per merito delle sue doti di savant. 

Ciclo dopo ciclo, possiamo immaginarlo a imparare tutto sulla materia oscura, fare e rifare calcoli fino a che non fossero corretti, fallire di fronte a ostacoli e trovare il modo di superarli nei cicli successivi, al fine di comunicare i suoi risultati all'agenzia spaziale e uscire così dal loop temporale. 

Per esempio:

 



Patafisica per tutti



Da <i>Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico</i> di Alfred Jarry, Edizioni Adelphi

Patafisica

Un epifenomeno è ciò che si aggiunge ad un fenomeno.

La patafisica, la cui etimologia deve scriversi ἔπι (μετὰ τὰ φυσικά) e l'ortografia reale 'patafisica, preceduta da un apostrofo, per evitare un facile gioco di parole, è la scienza di ciò che si aggiunge alla metafisica, sia in essa, sia fuori di essa, estendendosi così ampiamente al di là di questa quanto questa al di là della fisica. Es.:l'epifenomeno essendo spesso l'accidente, la patafisica sarà soprattutto la scienza del particolare, per quanto si dica che non vi è scienza se non del generale. Studierà le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l'universo supplementare a questo; o meno ambiziosamente descriverà un universo che si può vedere e che forse si deve vedere al posto del tradizionale, poichè anche le leggi dell'universo tradizionale che si è creduto di scoprire sono correlazioni di eccezioni, per quanto più frequenti, in ogni caso fatti accidentali che, riducendosi a eccezioni poco eccezionali, non hanno nemmeno l'attrattiva della singolarità.
 
Definizione: - La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità.
 
La scienza attuale si fonda sul principio dell'induzione: la maggior parte degli uomini ha visto il più delle volte un dato fenomeno precedere o seguire un altro, e ne conclude che sarà sempre così. Innanzi tutto questo non è esatto che il più delle volte, dipende da un punto di vista, ed è codificato secondo la comodità, e poi! Invece di enunciare la legge della caduta dei corpi verso un centro, perchè non si preferisce la legge dell'ascensione dal vuoto verso una periferia, essendo il vuoto preso quale unità di non-densità, ipotesi molto meno arbitraria che la scelta dell'unità concreta di densità positiva acqua?
 
Perchè questo stesso corpo è un postulato e un punto di vista dei sensi della folla, e, affinchè se non proprio la sua natura almeno le sue qualità non cambino troppo, è necesssario postulare che la statura degli uomini resterà sempre sensibilmente costante e reciprocamente uguale. Il consenso universale è di per se stesso un pregiudizio miracoloso e incomprensibile. Perchè ognuno afferma che la forma di un orologio è rotonda, il che è manifestamente falso, dato che di profilo si vede una figura rettangolare stretta, per tre quarti ellittica, e perchè diavolo si è notata la sua forma solo nel momento in cui si guarda l'ora? Forse con il pretesto dell'utilità. Ma lo stesso bambino che disegna l'orologio rotondo, disegna anche la casa quadrata, secondo la facciata, ed evidentemente senza alcuna ragione; perchè è raro, se non in campagna, che egli veda un edificio isolato, e in una strada anche le facciate appaiono come trapezi molto obliqui.
 
Occorre dunque necessariamente ammettere che il volgo (contando i bambini e le donne) è troppo grossolano per capire le figure ellittiche, e che i suoi membri si accordano nel consenso detto universale perchè non percepiscono che le curve con un solo fuoco, essendo più facile coincidere in un punto che in due. Comunicano e si equilibrano mediante il bordo dei loro ventri, tangenzialmente. Ora, persino il volgo ha imparato che l'universo vero è fatto di ellissi, e i borghesi stessi conservano il loro vino in botti e non in cilindri.
 
Per non allontanarci con digressioni dal nostro esempio abituale dell'acqua, meditiamo al proposito ciò che con questa frase l'anima del volgo irriverentemente dice degli adepti della scienza patafisica:
 


 

 



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