Campanili Verdi



La pace secondo il Papa (e l'Arcivescovo)



LA PACE SECONDO IL PAPA (E L'ARCIVESCOVO)

I “Dialoghi di Pace”: formula facile da copiare in ogni diocesi per promuovere la pace in parole e musica. Da vent’anni, con “umiltà e perseveranza”, più di una proposta… una responsabilità!


Anche papa Leone, come Francesco prima di lui, nello scambio di doni con i Capi di Stato ricevuti in Vaticano, continua a regalare anche il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace. Segno evidente dell’importanza che gli attribuisce e della speranza che gli affida.
Condivise entrambe da chi ogni anno, in quanto via tracciata nello specifico stile costruttivamente inclusivo della Chiesa Cattolica, lo pone al centro dei “Dialoghi di Pace”: formula semplice e facilmente replicabile - “a costo zero” - per farlo conoscere integralmente grazie ad una più attraente “veste artistica”.

Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano alla musica, questo Messaggio diventa opportunità di preghiera per chi si professa cristiano cattolico ma anche di meditazione e riflessione per chi si riconosce in altri riferimenti religiosi, o non ne ha alcuno.

In Diocesi di Milano, dove sono stati ideati ed avviati nel 2007, convintamente sostenuti dall'Arcivescovo Mario Delpini - «Noi vogliamo bene al Papa. E questo si esprime ascoltando la sua voce e leggendo i suoi testi. Noi non dipendiamo dai titoli dei giornali» - e dai suoi vicari che ogni anno vi prendono parte di persona in ognuna delle 7 zone pastorali, i Dialoghi di Pace sono diventati una proposta di cui si incoraggia la diffusione capillare ad ogni livello dell’articolazione ecclesiale (parrocchie, comunità pastorali, decanati…).
Non soltanto durante il mese della pace ma per tutto il corso dell'anno: «Occorre sempre parlare di Pace! Occorre educare il mondo ad amare la pace, a costruirla, a difenderla.» (Paolo VI, 1968, Messaggio di istituzione della Giornata Mondiale della Pace).

In particolare, è esortato ad attivarsi per moltiplicarne le sedi chi, nella Chiesa (ma non solo), ha ruoli e capacità per promuoverne nuove autonome edizioni nei rispettivi territori: associazioni nazionali e locali, centri culturali, compagnie teatrali, operatori della comunicazione e pastorale sociale, missionaria, universitaria, cori e scuole di musica, monasteri e congregazioni religiose, Caritas e via elencando...

A supporto di chi voglia accogliere l’invito, è sempre predisposto un “copione-base”: gratuitamente disponibile su www.rudyz.net/dialoghi (leggi di più >>>), liberamente personalizzabile ed anche direttamente inviato a chi lo richieda scrivendo all’indirizzo sanpioxc@gmail.com o telefonando al n. 02-66401390 (Giovanni Guzzi).

Anche per il 2026 il programma dei Dialoghi di Pace in Diocesi di Milano prevede decine di appuntamenti sempre congiuntamente promossi da istituzioni e organizzazioni ecclesiali e della società civile e con l’aggiuntiva novità di “varianti” come quelle “ucraina” e “congolese” nel 2025.

L’AUSPICIO,
al traguardo dei Vent’anni e con una storia ormai consolidata di centinaia di edizioni locali, è che nel 2026 questa esperienza possa estendersi, con almeno una sede, a TUTTE le DIOCESI d’ITALIA, in alcune delle quali i Dialoghi di Pace già sono arrivati.
Obiettivo realisticamente perseguibile grazie alla semplice comunicazione concorde e coordinata da parte di chi ha l’autorità ed i canali di comunicazione adeguati per rilanciarla.

È evidente a chiunque l’impatto sui media e sull’opinione pubblica che potrebbe avrebbe una volta raggiunto.
E, di conseguenza, quale sostegno e ulteriore forza noi cattolici potremmo assicurare alle parole del Papa presso le autorità civili locali, regionali e nazionali e presso chi governa le sorti del mondo.

Più che una proposta, UNA RESPONSABILITÀ.

Giovanni Guzzi, febbraio 2026
© Riproduzione riservata
Rilanciato da L'Amico del Clero, marzo 2026

 

Approfondimenti ed ulteriori informazioni su queste tematiche sono pubblicati sul portale www.rudyz.net/campaniliverdi
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