“Pubblicista, chi era costui?” Potrebbe esclamare un don Abbondio del futuro sollevando gli occhi da un qualche panegirico contenente la citazione di questa figura professionale. Della quale però ora non ci interessa indagare l’origine né le ragioni che ne hanno motivato l’istituzione. Osserviamo soltanto che non occorre attendere secoli per trovare chi non ne conosca le prerogative.
Una surreale corrispondenza è stata infatti innescata da un avviso esposto sul banco della biglietteria di una (molto) importante istituzione museale nazionale. Evitiamo di citarla esplicitamente per delicatezza. Perché, infine, la questione si è risolta e perché abbiamo idea che potrebbe facilmente riguardarne tuttora anche qualche altra. Oppure ripresentarsi. Nel qual caso riciclare questo testo può evitarci la perdita di tempo di doverlo riscrivere.
Più precisamente, l’avviso sopra richiamato esponeva le condizioni alle quali gli operatori dei media potevano avere diritto al previsto biglietto omaggio, e fin qui tutto regolare. A stonare era la postilla, ben evidenziata con sintetica efficacia: “NO PUBBLICISTI”.
E perché mai? Ci siamo chiesti. Oltretutto in una comunicazione dell’Ordine dei Giornalisti ricevuta proprio poco prima di questo episodio, fra l’altro, si poteva leggere:
“Rimane invariata la quota di rinnovo annuale per professionisti, praticanti e pubblicisti a € 100”.
[cfr sito http://www.odg.mi.it/sites/default/files/modulistica/tariffe-dei-servizi-dell-ordine-2015.pdf]
Se dunque tutte le categorie in cui l’Ordine dei Giornalisti classifica i propri iscritti devono corrispondere un eguale importo annuo per farne parte (e sono soggette agli stessi doveri per quanto attiene l’Aggiornamento Professionale Continuo, sul quale torneremo), non si vede perché il Pubblicista debba essere considerato un Giornalista “in minore”. Semmai ha meno tutele ed è pagato meno (o per niente del tutto).
Infastiditi dalla discriminazione abbiamo fatto presente l’incongruenza.
Ed ecco la risposta:
Da: “Comunicazione XXX”
Data: Fri, 23 Oct 2015 13:29:14 +0200Oggetto: Gratuità per i giornalisti
Egregio Signor Guzzi,
Le scrivo per conto del Direttore dell’uff. Comunicazione, accogliendo le Sue riflessioni circa il sistema di gratuità offerto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, visionabile on line, selezionando il seguente link:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/LuoghiDellaCultura/Agevolazioni/index.html
Tali agevolazioni non dipendono dalla nostra Direzione museale, bensì si attengono alle disposizioni ministeriali ivi contemplate, e per quanto potremmo concordare con Lei, non è al momento nella nostra possibilità applicare diversamente norme di carattere nazionale, stabilite ai sensi di legge.Saluto cordialmente,
Ufficio Comunicazione
Ma il sito indicato alla nostra attenzione non aggiungeva nulla a quanto già sapevamo. Ovviamente vi era, infatti, specificato che:
<<L’ingresso gratuito è consentito [...]
- ai giornalisti in regola con il pagamento delle quote associative, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta;>>
Dunque abbiamo chiesto se avessimo individuato correttamente la voce alla quale i nostri interlocutori facevano riferimento. Viceversa di evidenziarci esplicitamente quella che espressamente escludeva i Pubblicisti dall’agevolazione: unica possibile giustificazione per il promemoria a beneficio degli addetti alla biglietteria.
In sua assenza, abbiamo fatto notare che è sempre la dicitura “Ordine Nazionale dei Giornalisti” a campeggiare sulla tessera rilasciata a certificare la qualifica di Pubblicista riconoscendone l’attività svolta. Ed abbiamo ventilato la possibilità che il responsabile dell’indicazione “NO PUBBLICISTI” di cui si sta trattando, nella migliore delle ipotesi sia semplicemente incorso nell’equivoco di ritenere i Pubblicisti dei Giornalisti di “second’ordine” e perciò non destinatari delle medesime attribuzioni proprie dell’“élite” della professione.
Spiegando che, invece, il Giornalista Pubblicista è una categoria prevista dall’Ordine dei Giornalisti italiano: è un giornalista che svolge questa attività pur esercitando in prevalenza un’altra professione. È quindi iscritto all’Ordine dei Giornalisti nell’elenco della propria regione di riferimento.
La legge italiana distingue l’attività del Giornalista Pubblicista da quella del Giornalista Professionista: “il Pubblicista svolge l’attività giornalistica pur esercitando altre professioni o impieghi”, mentre “il Giornalista professionista esercita in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista”.
Oltretutto la qualifica di Pubblicista è obbligata quando si sia iscritti anche ad altro albo professionale, ad esempio, nel nostro caso, l’Ordine dei Geologi.
Confidando di aver così fornito informazioni utili a rettificare le errate disposizioni abbiamo invitato a verificarle anche presso l’Ordine dei Giornalisti o, semplicemente, visitando la pagina del sito internet dell’Ordine della Lombardia: http://www.odg.it/content/elenco-iscritti-0.
L’ulteriore riscontro è stato:
Da: “Comunicazione XXX”
Data: Mon, 2 Nov 2015 10:59:02 +0100Oggetto: Gratuità Giornalisti
Gentilissimo Signor Guzzi,
riguardo all’oggetto, per avere diritto all’ingresso gratuito in Pinacoteca anche come pubblicista occorre dimostrare di essere iscritto all’albo e di pagare regolarmente la quota associativa (questi sono gli standard dettati dal MiBact).
Sperando di averle fornito i chiarimenti necessari,
Saluto cordialmente,Ufficio Comunicazione
Constatando che i chiarimenti che ci sono stati forniti coincidevano con quanto sapevamo fin dall’inizio abbiamo concluso replicando che quanto ci era stato detto "è esattamente quello che vale per i giornalisti che svolgono questa attività in via esclusiva: ovvero esibire la tessera dell’Ordine sulla quale risultano i bollini annuali di rinnovo dell’iscrizione".
Sorvoliamo poi sul fatto che il bollino arriva intempestivamente e lascia nell’imbarazzo il professionista in regola, che comunque può portare con sé la ricevuta di pagamento della quota annuale.
Ma occorre anche riconoscere che qualche ex giornalista, indistintamente professionista o pubblicista, non paga la quota ma si presenta alle biglietterie senza bollino dell’anno dichiarando di non averlo ancora ricevuto (qualche operatore di biglietteria ci ha detto che l’episodio si è verificato anche in maggio!).
Comunque alla fine l’avviso discriminante e privo di fondamento è stato rimosso.
Grazie a L’Eclettico.
In analogo fraintendimento nel 2015 sono caduti, ed è peggio, anche (almeno fra quanto a nostra conoscenza) il Comune di Lissone e la Regione Liguria, che non hanno ammesso i Pubblicisti alla procedura concorsuale per il reclutamento di un addetto all’ufficio stampa.
La seconda per di più chiedendo iscrizione all’elenco professionisti dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti da almeno 15 anni, con 8 anni di esperienza come Vice Capo Redattore. Sarebbe curioso conoscere in base a cosa sono stati definiti questi numeri.
Qualche idea l’abbiamo, ma per giudicare quanto tutto ciò sia corretto esistono i competenti organi dell’Ordine dei Giornalisti. Ad essi lasciamo il giudizio. Che, chissà, forse hanno già dato.