Campanili Verdi



Caldarroste sul sagrato



Custodiamo i ghiacciai e godiamo della neve, evitando quella artificiale

CALDARROSTE SUL SAGRATO

Custodiamo i ghiacciai e godiamo della neve, evitando quella artificiale

 

Caldarroste sul sagrato. Il notiziario anticipa la notizia la settimana precedente e, durante gli avvisi, il don si raccomanda alla generosità dei fedeli: il ricavato della vendita sarà destinato a sostenere economicamente le famiglie in difficoltà nel pagare ai propri figli la quota di partecipazione alle proposte dell’oratorio durante le vacanze invernali.
Ottima iniziativa. Si andrà in montagna, sulla neve, buon divertimento!

La neve è bella, quando cade di notte in città e, nel buio della stanza, percepisci all’esterno un chiarore inconsueto ed un senso di silenzio ovattato. La mattina, poi, è tutto candido e immacolato finché la città, e il traffico degli autoveicoli, non si rimette in moto.
In montagna, naturalmente dove la montagna è ancora montagna e non un surrogato di città in trasferta o un circo di impianti di risalita, non è così.

Se scegli il posto giusto, il massimo di “perturbazione” che puoi trovare è una traccia di passi umani, di un paio di sci o racchette da neve, delle zampe di un camoscio… Una meraviglia, per chi può goderne. Una meraviglia che rischia di sparire, come i ghiacciai.

Allora spero che si portino i ragazzi d’inverno (ma anche d’estate) a vedere di persona dove il ghiacciaio arrivava ed i segni che il suo passaggio ha lasciato sulle rocce.
E spero che questa esperienza serva a far loro amare la Creazione (e Chi l’ha creata!) ed a fare il possibile per custodirla.

Perdere un ghiacciaio significa perdere un paesaggio, come radere al suolo il Duomo di Milano o il Castello Sforzesco, e perdere, a valle, l’alimentazione dell’acqua che rilascia con regolarità.
Ma un ghiacciaio non si conserva con il patetico tentativo di ricoprirlo di tessuti che riflettano la calura estiva. Il ghiacciaio, e le bellezze (anche utili) della Creazione, si conservano cambiando i comportamenti che portano alla loro distruzione.
Ed imparando a godere nella natura reale e non di quella artefatta.

Per coerenza e senso di responsabilità, dovremmo astenerci da gite e vacanze sulla neve… quando è artificiale. Per produrla, infatti, occorre acqua, della quale, anche a causa nostra, anche l’arco alpino si avvia a non aver più l’abbondanza di un tempo e che viene quindi sottratta ad altri usi e funzioni più essenziali.

Per non parlare di iniziative del tutto fuori luogo e prive di senso come le gare dei mondiali di sci di fondo del gennaio 2012 tenutesi a Milano attorno al Parco Sempione: naturalmente su neve finta, come fanno gli sceicchi nel deserto.

Non è da questo che si giudica il valore di una città. Non se vogliamo usare un metro di valutazione evangelico.

Giovanni Guzzi, ottobre 2020
© Riproduzione riservata
Rilanciato da L'Amico del Clero, dicembre 2020

 

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